La Legge di bilancio 2021 ha previsto un esonero parziale, nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e dai professionisti iscritti alle Casse private.

Più precisamente, l’esonero spetta ai lavoratori:

  • che hanno percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro,
  • e che hanno subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019.

I criteri e le modalità per la concessione dell’esonero in esame sono stati demandati ad un apposito decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze: il suddetto decreto, però, è stato pubblicato sul sito internet del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali soltanto lo scorso 27 luglio.

Il decreto pubblicato prevedeva l’invio di apposita domanda all’Inps, da presentare, pena decadenza, entro il 31 luglio 2021.

Con messaggio del 29/07/2021 dell’Inps però, il suddetto termine è stato rinviato al 30 settembre 2021: l’Inps ha inoltre annunciato l’imminente pubblicazione di una circolare che definirà le modalità di presentazione della domanda di esonero.

Con riferimento, invece, ai termini concessi ai professionisti, va evidenziato che l’articolo 3 del decreto in esame individua il termine di invio delle domande nel 31 ottobre 2021.

Tra gli interventi adottati nell’ambito del c.d. “Decreto Sostegni-bis”, il Legislatore ha previsto un ulteriore credito d’imposta riferito alle spese sostenute per:

  • la sanificazione dei luoghi di lavoro;
  • l’acquisto di dispositivi di protezione (DPI) per la tutela della salute dei lavoratori e degli utenti.

 SOGGETTI BENEFICIARI

  • esercenti attività d’impresa / lavoro autonomo;
  • enti non commerciali, compresi gli Enti del Terzo settore (ETS) e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale munite del codice identificativo regionale.

 SPESE AGEVOLABILI

L’agevolazione è riconosciuta per le spese di:

  • sanificazione degli ambienti in cui si esercita l’attività lavorativa / istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell’ambito delle attività lavorative / istituzionali esercitate dai suddetti soggetti;
  • acquisto di:
    • DPI (ad esempio, mascherine / guanti / visiere / occhiali protettivi / tute protettive / calzari) conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria;
    • prodotti detergenti / disinfettanti;
    • DPI diversi dai precedenti e relative spese di installazione (ad esempio, termometri / termoscanner / tappeti / vaschette decontaminanti e igienizzanti) conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria e relative spese di installazione;
    • dispositivi (ad esempio, barriere / pannelli protettivi) per il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale e relative spese di installazione.

 CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE

Nel Provvedimento in esame l’Agenzia specifica che il credito d’imposta:

  • fruibile da ciascun beneficiario è pari al 30% delle spese agevolabili sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021;
  • non può superare il limite di € 60.000.

Un successivo provvedimento dell’Agenzia, da emanare entro il 12 novembre 2021, al termine del periodo di presentazione delle istanze delle spese ammissibili, determinerà la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili, in rapporto alle risorse disponibili.

TERMINI E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE

I beneficiari del predetto credito d’imposta devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare complessivo delle spese agevolabili sostenute nel periodo giugno – agosto 2021.

La comunicazione va presentata dal 04.10.21  al 04.11.2021, esclusivamente in via telematica.

La data di inizio saldi estivi 2021 in Emilia-Romagna è fissata per sabato 3 luglio 2021; i saldi possono proseguire per un periodo massimo di 60 giorni, quindi fino al 31 agosto 2021.

Non esiste obbligo di comunicazione preventiva al Comune di competenza, ma, come sempre, i capi dovranno riportare indicazione del loro prezzo iniziale, prezzo finale e percentuale di sconto; la merce non in saldo dovrà essere tenuta separata dall’altra, con indicazione “merce non in saldo”.

 

L’ordinanza firmata dal Ministero della Salute l’11 giugno 2021 assegna l’Emilia-Romagna alla zona bianca da lunedì 14 giugno 2021. Con l’ingresso in area bianca decadono varie restrizioni, compreso il coprifuoco a mezzanotte, ma non tutte. Rimangono infatti obbligatori sia l’utilizzo della mascherina all’aperto che il distanziamento.

Riaprono parchi tematici e di divertimento, parchi avventura, attività di spettacolo viaggiante e centri di intrattenimento per famiglie, piscine e centri natatori al coperto, centri benessere e termali, fiere, sagre, convegni e congressi, eventi sportivi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, corsi di formazione.

Ristoranti, bar , asporto: in zona bianca i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande sia all’aperto che al chiuso, senza limiti orari legati agli spostamenti. I clienti devono mettere la mascherina ogni volta che non sono seduti al tavolo, mentre il personale dovrà indossarla sempre. In zona bianca il consumo al tavolo nei locali al chiuso è consentito con un massimo di 6 persone per tavolo, salvo che siano tutte conviventi. All’aperto cade il limite del numero di persone sedute allo stesso tavolo.

Secondo le linee guida, la prenotazione dovrebbe essere obbligatoria o fortemente raccomandata. Le attività aperte devono rispettare i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi.

Attenzione: il limite massimo di 6 persone per tavolo al chiuso è valido fino al 21 giugno (così come previsto dall’Ordinanza del Ministro della salute del 4 giugno 2021).

Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Spostamenti: A chi si trova in zona bianca sono consentiti i seguenti spostamenti:

  • senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca
  • senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
  • verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate.

È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Mascherine: È obbligatorio avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

Sono esclusi:

  • le persone che stanno svolgendo attività sportiva;
  • i bambini di età inferiore ai sei anni;
  • le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

Il sindaco di Cesena ha firmato in data 10 Giugno un’ordinanza che fornisce precise indicazioni in materia sicurezza alimentare ai locali di ristorazione pubblica e collettiva (ristoranti, mense, self service, ecc.), agli alberghi e a tutti gli esercizi di ospitalità per prevenire la salmonella.

Dal 10 giugno fino al 30 settembre 2021 i locali pubblici e le mense di Cesena non potranno più servire cibi contenenti uova crude, né insaccati freschi, che non siano stati cotti adeguatamente.

Da un lato, infatti, l’ordinanza vieta la somministrazione di prodotti alimentari contenenti uova crude e non sottoposti, prima del consumo, a trattamento di cottura, e dall’altro raccomanda l’adeguata cottura di insaccati freschi (con particolare attenzione per salami, salsicce, ecc).

Il provvedimento ha l’obiettivo di evitare casi di infezione da salmonella, tenuto conto del fatto che nella stagione estiva il rischio è maggiore, che gli alimenti con uova crude e gli insaccati di carne suina risultano frequentemente coinvolti in episodi di questo tipo e che alcune categorie di persone più fragili (come anziani, bambini piccoli, immunodepressi), se infettate, rischiano gravi conseguenze.

Dal 26 aprile inizia la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato il decreto-legge “Riaperture” che delinea il cronoprogramma relativo alla progressiva eliminazione delle restrizioni.
Tra le principali novità introdotte, la “certificazione verde” per gli spostamenti tra regioni arancioni o rosse, il ritorno delle misure previste per le zone gialle che dal 26 aprile vedranno la ripresa delle attività di ristorazione e la riapertura di cinema, teatri e una graduale riprese per le attività sportive.
Dal 1 maggio al 31 luglio resta valido il coprifuoco dalle 22 alle 5 e le altre disposizioni previste nel Dpcm 2 Marzo 2021, se non espressamente modificate dal decreto “riaperture”.
Spostamenti
Dal 26 aprile sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della “certificazione verde”, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa.
Dal 26 aprile al 15 giugno 2021 nella zona gialla è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune. Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa.
Bar e ristoranti
Dal 26 aprile 2021 nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.
Negozi e centri commerciali

Chiusi nei festivi e prefestivi i centri commerciali, i mercati, le gallerie e i grandi parchi commerciali, che potranno riaprire in zona gialla solo dal 15 maggio, ma con ingressi contingentati.
Fiere, convegni e congressi
Dal 15 giugno in zona gialla, è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere. Dal 1° luglio 2021, dei convegni e dei congressi.
Spettacoli aperti al pubblico
Dal 26 aprile 2021, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Con ordinanza del Ministro della salute Speranza la regione Emilia-Romagna torna in zona arancione da lunedì 12 aprile.

I cambiamenti riguardano principalmente negozi, servizi alla persona come parrucchieri e centri estetici e le scuole. In tutte le aree di rischio rimane in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5: chi esce in queste ore senza un valido motivo di necessità, lavoro o salute rischia una sanzione da 400 a mille euro.

Ci si può però muovere liberamente nel proprio comune e far visita a parenti e amici, anche se nelle modalità come a Pasqua e cioè non più di due per volta e sempre dello stesso nucleo familiare (eccezione per minori e disabili conviventi).

Riaprono i negozi di beni considerati non essenziali, così come i saloni di parrucchiere, barbiere e centri estetici, senza nessuna differenza. I centri commerciali chiudono nel weekend e nei festivi, ad eccezione di supermercati, farmacie e parafarmacie, tabacchi ed edicole presenti al loro interno. Tornano i mercati ambulanti.

Bar e ristoranti restano chiusi, salvo per asporto e consegna a domicilio. Nelle regioni in zona arancione è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze. Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue

  • dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
  • dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25).

Nell’ambito del c.d. “Decreto Sostegni”, recentemente pubblicato sulla G.U., al fine di sostenere le imprese / lavoratori autonomi / titolari di reddito agrario colpiti dall’emergenza COVID-19 è stato previsto il riconoscimento di un nuovo contributo a fondo perduto.

L’agevolazione spetta a tutti i soggetti, a prescindere dall’attività esercitata, a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato / corrispettivi 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato / corrispettivi 2019.

Il contributo è individuato applicando una specifica percentuale (compresa tra il 60% e il 20%) alla differenza dei predetti ammontari medi mensili.

In luogo dell’erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate, è possibile scegliere la “trasformazione” dello stesso in un credito d’imposta da utilizzare in compensazione nel mod. F24.

Tale agevolazione spetta:

  • a prescindere dall’attività esercitata (ossia dal codice Ateco)
  • in presenza di una riduzione del fatturato / corrispettivi 2020 rispetto a quelli 2019. Tale riduzione va ora individuata sulla base della media mensile anzichè sul fatturato / corrispettivi di specifici mesi.

SOGGETTI BENEFICIARI

In base all’art. 1, DL n. 41/2021 il contributo spetta ai soggetti titolari di partita IVA, residenti in Italia:

  • esercenti attività d’impresa / lavoro autonomo;
  • titolari di reddito agrario di cui all’ 32, TUIR;
  • gli enti non commerciali, compresi gli ETS (Enti del Terzo Settore) e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con riferimento alle attività commerciali esercitate;
  • contribuenti forfetariminimi .

SOGGETTI ESCLUSI

Il contributo a fondo perduto in esame non spetta :

  • ai soggetti la cui attività risulta cessata al 23.3.2021;
  • ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 24.2021 ;
  • agli Enti Pubblici di cui all’74, comma2, TUIR;
  • agli intermediari finanziari / società di partecipazione di cui all’162-bis TUIR.

CONDIZIONI RICHIESTE

Al fine di usufruire del contributo in esame è richiesta la sussistenza delle seguenti 2 condizioni:

  • ammontare dei ricavi di cui all’85,comma 1, lerr.a) e b), TUIR compensi ex art.54, comma1, TUIR non superiori a € 10 milioni nell’anno 2019;
  • riduzione del fatturato / corrispettivi 2020 rispetto a quelli 2019 di almeno il 30%.

VERIFICA LIMITE RICAVI / COMPENSI 2019

Per verificare il limite di ricavi / compensi 2019 occorre fare riferimento ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 15/E e pertanto:

  • in caso di esercizio di più attività va considerata la somma dei ricavi / compensi riferiti a tutte le attività;
  • per i rivenditori, in base a contratti estimatori, di giornalilibri e periodici , anche su supporti audiovideomagnetici, per i distributori di carburante e rivendita di tabacchi / beni di monopolio i ricavi sono assunti al netto del prezzo corrisposto al fornitore ai sensi dell’18 , COMMA10, DPR n. 600/73.

Il contributo a fondo perduto è comunque riconosciuto, ” per tutti i soggetti, compresi quelli che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2020 “, per un importo :

  • non superiore a € 150.000;
  • non inferiore a:
    • €1.000 per le persone fisiche;
    • €2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Zona rossa per tutta l’Emilia-Romagna a partire da lunedì 15 marzo e per un periodo di 15 giorni. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia nazionale relativi all’andamento del contagio, ancora in forte rialzo.

Si estende così a tutte le province dell’Emilia-Romagna il colore in cui si trovavano già, per effetto delle precedenti ordinanze regionali adottate per fermare la diffusione del virus e proteggere la rete ospedaliera, la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini.

L’ingresso nella fascia di rischio più alto comporta, in tutto il territorio regionale, la didattica a distanza al 100% per le scuole di ogni ordine e grado fino all’Università, la chiusura di asili nido e materne e le limitazioni sugli spostamenti – se non per motivi di lavoro, salute o necessità – anche all’interno del proprio Comune, insieme al divieto di fare visite a parenti e amici. E poi, ancora, stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie, e chiusura delle attività di servizi alla persona, come parrucchieri e barbieri.

E’ stato pubblicato sulla G.U. il D.P.C.M. del 23 dicembre 2020 relativo all’ “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2021”; il termine per la presentazione del Modello è fissato al 16 giugno 2021.

Modifiche rispetto alla dichiarazione 2020:

  • gli impianti che svolgono attività di recupero dovranno comunicare, nella scheda SA AUT, se l’autorizzazione è riferita ad attività di recupero per le quali è stata prevista l’applicazione del c.3 art. 184ter (cessazione della qualifica di rifiuto sulla base di criteri dettagliati, definiti nell’ambito dei medesimi procedimenti autorizzatori);
  • nella comunicazione rifiuti e veicoli fuori uso sono state apportate alcune modifiche alle informazioni relative ai materiali derivanti dall’attività di recupero, con l’aggiunta di alcune tipologie e la modifica di altre;
  • la scheda costi di gestione della comunicazione rifiuti urbani è stata completamente rivista;
  • sono state modificate le categorie della Comunicazione RAEE per adeguarle all’entrata in vigore dell’open scope e della classificazione prevista dall’allegato III al D.lgs. 49/2014;
  • sempre nella comunicazione RAEE è stata aggiunta la voce relativa alla quantità di RAEE preparati per il riutilizzo, mentre è stata eliminata l’informazione sui RAEE utilizzati come apparecchiatura intera.

Per quanto riguarda il MUD Semplificato e il MUD Comuni il pagamento dei diritti di segreteria potrà avvenire esclusivamente con il circuito pagoPa, mediante avviso di pagamento generato automaticamente dai portali.

Si ricorda inoltre che dal 1° marzo anche per l’accesso ai portali per l’invio del MUD sarà necessario disporre di SPID, CNS o CIE, con una eccezione per le vecchie credenziali, che potranno essere utilizzate fino al 30 settembre 2021.